Chiesa S. Pietro Apostolo – Appignano

S. Pietro Apostolo è la chiesa parrocchiale di Appignano. Risale al XII secolo e fu ampiamente ristrutturata tra il 1735 e il 1780 con opere a rilievo in stucco sulle pareti laterali.

Nella chiesa sono conservate tele, attribuite al pittore atriano Giuseppe Prepositi, probabile allievo del maestro napoletano Francesco Solimena. Le opere sono realizzate negli anni 1769-1770 su commissione della Confraternita del Ss. Rosario.
Fuori delle mura sorge la Chiesa della Madonna del Carmine, eretta tra il1855 e il 1858  su una più antica Cappella per ringraziare la Madonna della protezione data alla popolazione durante la  peste del 1855. Tracce dell’edificio più antico si riscontrano in un’acquasantiera a calice in pietra.

Chiese oggi scomparse sono quelle diSan Michele, citata nella Bolla di Papa Lucio II del 10 giugno 1184 e  quella di Santa Maria Lauretana facente parte del convento che, secondo la leggenda, fu fondato nel 1215 da S. Francesco venuto nella Valle Siciliana a dirimere i dissidi insorti tra i feudatari locali.
Il Monastero faceva parte della “Custodia Pennese”. Era composto da sei stanze al piano inferiore e sei su quello superiore con un chiostro quadrato ed un doppio loggiato. Resti dell’antico complesso sono ancora visibili.
Nel catasto del 1713 sono descritte otto fontane. Ne resta una, mentre le altre vengono smantellate a seguito della realizzazione dell’acquedotto pubblico nel 1923.
Nel 1926 viene portata l’energia elettrica e fino alla prima metà del  Novecento sono in funzione due frantoi , di cui uno a trazione animale. Si contano tre mulini di cui uno ad acqua e due elettrici, uno di questi è rimasto in attività fino agli anni settanta.

Pagina aggiornata il 08/01/2026